Prima lezione di aikido all’aperto: jo, pratica condivisa e spirito di dojo
Portare l’allenamento fuori dal dojo cambia la prospettiva: il contesto si apre, il ritmo rallenta, l’attenzione si affina. La nostra prima lezione di aikido all’aperto è stata un passaggio naturale di questo percorso, unendo studio tecnico, ascolto e momenti di condivisione.
La pratica si è svolta nella casa di Francesca, che ringraziamo per l’ospitalità e l’accoglienza: uno spazio semplice, curato, perfetto per lavorare con concentrazione e serenità.
Il lavoro con il jo: precisione, distanza e relazione
La sessione è stata dedicata al jo (bastone), con particolare attenzione alla qualità del movimento, alla gestione della distanza (maai) e al timing. L’ambiente aperto ha reso più evidente ogni errore e, allo stesso tempo, ha favorito una maggiore fluidità nei passaggi.
Abbiamo lavorato su:
- postura e allineamento
- traiettorie pulite del bastone
- connessione tra i praticanti
- controllo della distanza in dinamica
Kumi jo: pratica a coppie e movimenti codificati
Il cuore tecnico della lezione è stato lo studio dei Kumi jo, sequenze codificate in cui entrambi i praticanti utilizzano il jo. Questo lavoro permette di sviluppare:
- coordinazione e precisione
- sensibilità al partner
- capacità di adattamento nel ritmo e nelle intenzioni
I Kumi jo non sono solo una “forma”: sono un linguaggio condiviso. Ogni errore diventa informazione, ogni correzione diventa relazione.
Tanrenuchi: allenare il colpo con il ken
Durante il pomeriggio abbiamo introdotto anche il tanrenuchi, uno strumento di allenamento utile per migliorare il colpo con il ken (spada).
Il lavoro è stato focalizzato su:
- impatto e stabilità
- uso corretto della struttura corporea
- continuità del gesto
Un esercizio semplice, ma estremamente efficace per consolidare basi spesso trascurate.
Oltre la tecnica: condivisione e convivialità
La giornata è proseguita con un momento conviviale che ha rafforzato lo spirito del gruppo; ringraziamo in particolare Alex per aver preparato la carne per tutti.
Questi momenti non sono “extra”: fanno parte della pratica. L’aikido si costruisce anche fuori dal tatami, nelle relazioni e nella qualità del tempo condiviso.












